Veltroni annuncia "5 milioni di firme per dire no al governo che non rispetta le regole"
Girotondo all'italiana
Il carattere particolare dell’opposizione giustizialista è la sua pretesa di esercitare una sorta di supervisione morale sul Partito democratico, basata sulla convinzione ripetutamente espressa dal gruppo dei “girotondini” di rappresentare il sentimento profondo dell’elettorato democratico. Lettori del Foglio on line, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner

Il carattere particolare dell’opposizione giustizialista è la sua pretesa di esercitare una sorta di supervisione morale sul Partito democratico, basata sulla convinzione ripetutamente espressa dal gruppo dei “girotondini” di rappresentare il sentimento profondo dell’elettorato democratico. In quasi tutti i paesi europei esistono gruppi che contestano le principali formazioni di sinistra o di centrosinistra. Però questi gruppi o conducono una battaglia interna ai partiti e poi accettano la decisone della maggioranza o si misurano con essi con proprie liste elettorali. Oskar Lafontaine, già presidente della Spd, ha criticato la linea di Gerhard Schröder, si è dimesso da ministro dell’Economia e poi, sconfitto nel confronto interno, ha dato vita a una nuova formazione, poi federatasi con gli ex comunisti dell’ex Germania orientale. In Francia l’opposizione alla linea europeista del Ps ha chiesto un referendum interno, nel quale è stata battuta di misura, poi i suoi leader hanno cercato di ottenere la candidatura presidenziale ma, battuti, hanno sostenuto lo sfortunato tentativo di Ségolène Royal contro Nicolas Sarkozy.
La specificità italiana dei girotondini consiste invece nel fatto che, pur non avendo mai o quasi mai chiesto direttamente un consenso elettorale per le loro posizioni, sostengono di rappresentare l’elettorato del partito di Walter Veltroni più e meglio del segretario, che pure è stato scelto in consultazioni primarie, alle quali peraltro nessun girotondino ha chiesto o raccolto consensi. Si potrebbe dedurne che la loro pretesa è assolutamente infondata, che nasce da un io ipertrofico e che quindi non va neppure presa in considerazione. Però la reazione nervosa e difensiva del vertice del Pd, che non dice semplicemente che i girotondini hanno torto, fa pensare che nell’ambiguità del Pd sulla questione giustizia si annidi una contraddizione che consente a un piccolo gruppo di intellettuali di esercitare una pressione spropositata. Forse la droga del moralismo giustizialista non può essere assunta in modiche quantità.
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